Magyar Angol Német Lengyel

Storia della Sacra Mano Destra

La storia della mano destra di Santo Stefano

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Un periodo di conflitti e lotte seguí la morte del Santo ré Stefano

Il parroco capitolare di Fehérvár , temendo la perdita e desacramento del corpo mumificato, lo prese dal sarcofago di marmo in cui fu sepolto nel mezzo della basilica il 15 agosto 1038, e lo nascose nella tombe sotto la basilica. A questo punto la mano destra del ré fu scollegata dal resto del corpo, perché gli si attribuivano delle forze miracolose, e fu portata nella tesoreria della basilica..


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Merkur, la guardia della tesoreria poi rubó la reliquia e la nascose nelle sue terre in Bihar. Quando ré San Ladislao ne sentí, andó a trovare Merkur, gli perdonó per il furto e decise di fondare un’abbazzia al posto del ritrovamento della reliquia, dedicata al Santo re, che poi venne chiamato Szentjobb, cioé Sacra (mano) Destra. (L’abbazzia e la cittá che crebbe attorno esiste tuttora nel territorio adesso appartenete alla Rumenia, dal nome rumeno Siniob)


Cosí inizió l’onorazione e festa pubblica della mano destra del santo re. La reliquia dell’abbazzia attiró pellegrini fedeli per secoli. Nel secolo XV inizió il pellegrinaggio della reliquia stessa, quando venne portata prima a Fehérvár da dove durante il dominio turco fu trasferita in Bosnia, poi verso il 1590 a Ragusa (oggi Dubrovnik), ai Domenicani.

Quando l’imperatrice Maria Teresa seppe dove si trovava la reliquia, fece del tutto per riacquistarla. Dopo lunghe discussioni diplomatiche Ragusa concese il tesoro all’imperatrice, e il 16 aprile 1771 i fedeli di Vienna poterono ammirarla esibita. Una processione pomposa la portó poi a Buda, dove la Sacra Destra fu affidato alle suore dell’Istituto della Beata Vergine Maria, a ello stesso tempo l’imperatrice ordinó che la festa del santo, il 20 agosto, fosse festeggiato per tutto il paese.

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All’inizio dell’Ottocento l’imperatore Giuseppe II affidó la guardia della reliquia all’ordine dei Crociati, e poi, con la loro dissoluzione nel 1865, l’arcidiocesi di esztergom prese la cura della Santa Destra. All’inizio del Novecentofu portata nella cappella di Sigismundo del palazzo reale di Buda, dove fu esibita fino al 1944. Il periodo fra le due guerre mondiali fu pieno di gloria per la Sacra Destra, specialmente l’anno 1938. Ancora nel 1937 il Corpo Vescovile dell’Ungheria accettó il programma preparativo del cosídetto ”anno santo doppio”, unificando i piani per il 34esimo Congresso Eucaristico Mondiale e dell’anno giubileo Santo Stefano. All’annuncio dell’anno giubileo della commemorazione della morte del santo re, decisero di onorarlo adeguatamente, portando la sua santa mano destra dappertutto per il paese. La festa iniziale ebbe luogo il 30 maggio, subito dopo la chiusura del Congresso Mondiale Eucaristico.

Durante la seconda guerra mondiale la Sacra Destra, assieme ai gioelli della corona,fu portata ad una grotta vicino a Salzburg, dove l’esercito americano la trovó e consegnó all’arcivescovo di Salzburg.Tre membri del clero militare americano riportarono il tutto in Ungheria, dove furono esibiti alla processione del 20 Agosto, festa di Santo Stefano.

Dopo le festivitá la Santa Destra fu riassegnata alla guardia delle suore dell’Istituto della Beata Vergine Maria, dove rimase fino alla dissoluzione dell’ordine nel 1950, dopodiché fu nascosta nel safe della basilica di Santo Stefano, essendone proibita la processione, nonché ogni forma di onorazione pubblica di essa.

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L’aspra situazione rimase fino al 20 agosto 1987, quando il cardinale arcivescovo di Esztergom, László Paskai dedicó la cappella di Santo Stefano nella basilica di Santo Stefano, l’idea iniziale della quale venne dal vecchio cardinale László Lékai. Nella cappella esibirono la Sacra Destra del grande re. All’anniversario 950esimo della morte di Santo Stefano ebbe luogo di nuovo una grande processione della reliquia nel paese. Diecine di migliaia di fedeli ricevettero la reliquia con pietá e reverenza nelle cittá arcivescovili e cardinali, e a Pannonhalma. Nel 1989 inizia di nuovo la tradizione dell’annuale processione supplicante di Santo Stefano.

(Fonte: La mano destra del Santo re Stefano, Formatív Kiadó,

Budapest, 1991)

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